| RICHARD-GINORI
1735 S.p.A.
Il nome e la data di nascita figurano nelle insegne di una
delle più illustri imprese italiane. La "fabbrica
dell'oro bianco" nasce in realtà nel 1737 ad opera
di un grande imprenditore toscano, Carlo Andrea Ginori, e
con alterne vicende ha mantenuto immutato il suo prestigio
in tutto il mondo per oltre un secolo e mezzo.
Non
è stato un cammino privo di difficoltà. Proprio
cinquant'anni fa ebbe termine uno dei periodi più ardui
per la vita della fabbrica e per i lavoratori di Doccia
e poi di via Giulio Cesare. Si era nel pieno dopoguerra, i
fattori economici si confondevano con quelli politici e molte
aziende licenziavano adducendo ragioni di natura economica
e tacendo quelle di natura politico-sindacale. La Richard-Ginori
non si sottrasse a queste vicende iniziando le ostilità
nel novembre 1950 con la notifica di 289 lettere di licenziamento.
La reazione dei lavoratori riuscì a limitare i danni,
ma 150 di essi furono comunque espulsi.
L'azione sindacale proseguì con piattaforme di richieste
salariali e in difesa della salute sul luogo di lavoro, ma
a febbraio 1954 la Direzione dichiarò di dover chiudere
lo stabilimento di Doccia, divenuto improduttivo a suo
avviso, e quindi licenziare il grosso degli operai che vi
lavoravano. Immediata l'occupazione della fabbrica, lo stesso
scenario di altre volte: la forza pubblica interviene per
sgomberare i reparti e gli scontri continuano anche all'esterno.
In 600 furono licenziati; alcuni trasferiti nel nuovo stabilimento
di Sesto entrato in funzione nel 1950.
Il punto culminate di crisi si raggiunse nel 1956 quando la
Ginori decideva di chiudere anche la sede di Via G. Cesare.
La lotta durò cinque mesi con momenti significativi
quali la requisizione, da parte del sindaco Gemmi, dello stabilimento
Ginori e la sua cessione in gestione alla Cooperativa di produzione
costituitasi tra tutti i dipendenti. La crisi si assestò
nei mesi successivi dopo la chiusura di Doccia e di Rifredi
- isolatori - e il 1958 può essere considerato l'anno
della normalizzazione. Il marchio ritornò agli antichi
splendori negli anni '60.
Mentre il mondo del lavoro iniziava la vertenza per vedersi
riconosciuti i diritti derivanti da ingiusti licenziamenti,
il 7 giugno 1965 si inaugurava il Museo delle porcellane di
Doccia, una perla genuina della cultura e dell'arte di questa
regione.
[Testimonianze orali e documentali
di Adriano Corsi]
L'OLIO D'OLIVA
DI MORELLO E CERCINA

Nella provincia di Firenze vivono circa 6 milioni di olivi
che producono mediamente ogni anno oltre 65.000 quintali di
olio. Oggi questo prodotto è presente in ogni casa
e tutti lo possono adoperare, ma fino a pochi secoli addietro
figurava solo sulle tavole dei ricchi e nelle farmacie.
Le cose cambiarono al tempo dei Medici che con la loro nota
lungimiranza stimolarono la coltura dell'olivo obbligando
i Comuni a cedere in affitto i terreni collinari, incolti
o boscosi, a prezzi minimi a chi li trasformasse in oliveti
e vigneti.
Gradualmente il paesaggio toscano andava assumendo l'aspetto
che oggi il mondo ci invidia ed i prodotti della nostra agricoltura
primeggiano in ogni cucina e su ogni tavola.
L'olivo è originario dell'Asia Minore donde si diffuse
in tutto il bacino del Mediterraneo circa 6.000 anni fa ad
opera dei Greci e poi dei Romani; anche al tempo degli Etruschi
questa pianta è coltivata, anche se in epoche antiche
l'olio d'oliva viene utilizzato per l'illuminazione e come
medicinale per la cura del corpo: il succo d'oliva curava
le malattie mentali, gl'impacchi alleviavano le ulcere; ma
il suo uso era fondamentale, e lo è tuttora, anche
nella preparazione di prodotti di bellezza. Solo in epoche
più recenti l'olio d'oliva è adoperato per uso
alimentare; per questo motivo i contadini impegnano tante
risorse per portare al frantoio le loro olive, poiché
nell'olio sono state riconosciute proprietà nutrizionali
come la presenza di vitamina E, di polifenoli e di alcuni
acidi grassi di qualità che ne fanno un alimento indispensabile
per tutte le età.
Il territorio collinare del nostro territorio produce uno
dei migliori oli d'oliva: la sua qualità è dimostrata
dai numerosi riconoscimenti anche internazionali, per questo
l'Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino insieme ai
produttori festeggia ogni anno l'arrivo del nuovo olio di
Morello e di Cercina.
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