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Breve storia di Sesto Fiorentino
Sesto (sextus ab urbe lapis) Fiorentino,
dal 1869 si estende su una superficie di 49,03 kmq con una
popolazione (al 31 dicembre 2006) di 47.429 abitanti ed una
densità abitativa di 963,48 ab/kmq.
Dalla preistoria all'età romana
Il centro abitato nacque alla base di Monte
Morello, vicino ai fiumi come il torrente Rimaggio, il torrente
Zambra, la Gora di Quinto ed il fosso del Termine; in una
posizione che aveva già visto insediamenti preistorici,
come dimostrano i ritrovamenti avvenuti durante i recenti
scavi archeologici.
Le ricerche testimoniano che la piana sestese-fiorentina
è stata abitata fino dal Mesolitico (circa 9000 anni
fa) al Neolitico (a partire da 7000 anni fa) e nelle epoche
successive, fino alle fasi storiche, dal momento che la stessa
pianura da sempre si è trovata inserita in un'ampia
rete di comunicazioni.
Del periodo Villanoviano-Etrusco (VIII-VII
sec. a.C.) restano, ancora visibili, le tombe a pozzetto in
località Palastreto sopra la Castellina di Quinto Fiorentino
(nel disegno a destra, una ricostruzione di Grazia Ugolini
fatta seguendo il modello delle testimonianze venute alla
luce durante gli scavi).
Del
VII-VI sec. a. C. le tombe monumentali a tholos, due in condizioni
perfette:
- la Tomba della Mula conosciuta fino dal XV secolo;
- la Tomba della
Montagnola (scoperta nel 1959 da un gruppo di giovani
volontari fra quali gli architetti sestesi Chiostri e Mannini),
seguiti dai tecnici della Soprintendenza alle Antichità
d'Etruria (foto a sinistra).
Questi monumenti etruschi si trovano nei
pressi del torrente "Zambra" il cui nome sembra
derivare da un termine etrusco che significava "il fiume
dei morti".
Nel VII sec. a.C. la grande spianata a
sud di Monte Morello è stata sottoposta ad una prima
bonifica, come testimoniano i tracciati viari e le canalette
ritrovati durante le indagini archeologiche.
Altri interventi di miglioramento sono
poi ripresi durante il periodo romano. Questi interventi di
centurazione delimitavano i terreni da assegnare ai legionari
che venivano ad abitare a Sesto. Gli insediamenti romani venivano
costruiti nelle vicinanze di frequentazioni umane più
antiche.
All'epoca
imperiale romana si deve la realizzazione, nel territorio
di Sesto, di notevoli opere idrauliche fra le quali gli interventi
di bonifica e la costruzione dell'acquedotto che dalla Chiusa
di Calenzano attraversava Sesto per alimentare di acqua le
terme della colonia di Florentia. Tuttora alcune frazioni
di Sesto (come Colonnata e Doccia) conservano il nome che
ricorda questo periodo.
Durante il periodo romano il territorio
di Sesto venne attraversato dalla Via Cassia. Questa Via passava
la fascia pedecollinare sopra a Quinto (quinto miglio da Florentia)
per arrivare a Sesto, per continuare nella piana di Settimello
vicino al luogo dove si incontravano due fiumi, il Bisenzio
e il Marina. In questo posto la strada si divideva in due
rami: uno attraversava gli Appennini, passava da Marzabotto
ed arrivava a Bologna; l'altro ramo passava dai Colli Albani
fino ad arrivare a Pistoia e poi verso il mare.
Dal Medioevo al Rinascimento
Nell'epoca Medioevale a Sesto nacquero
i borghi. Documentano questo periodo alcune case torri ancora
visibili lungo il torrente Rimaggio. Queste costruzioni fomavano
un quadrilatero nel quale era compresa tutta l'area fino alle
odierne via G. Garibaldi e via della Tonietta.
Antiche case torri e residenze importanti
si formarono intorno a terreni coltivati lungo la fascia pedecollinare,
nelle aree di Colonnata e di Querceto. Tuttora, anche se manomesse,
si riconoscono costruzioni che si fanno risalire a questo
periodo.
Attorno a questi nuclei abitati si edificano
le prime chiese: la più importante, la Pieve di S.
Martino, costituì il fulcro del futuro centro. Sesto
assunse comunque le dimensioni di borgo attorno all'anno Mille,
in seguito anche al miglioramento delle condizioni economiche
della vicina Florentia.
Nell'età feudale Sesto fu feudo
dei vescovi fiorentini che oberarono la popolazione di gabelle
esose. L'insofferenza e un tentativo di ribellione costò
ai sestesi la scomunica nel 1260.
Con
l'avvento della Repubblica Fiorentina, Sesto ne seguì
le sorti, governata come podesteria da un podestà rinnovato
semestralmente: la sede a Sesto era il Palazzo Pretorio (nella
foto), che ancora porta sulla facciata gli stemmi dei podestà
inviati da Firenze ad amministrare la giustizia.
Isolato e poco difeso, ogni volta che un
esercito si avvicinava a Firenze, Sesto era destinato a subirne
le violenze (nel 1365 gli abitanti di Sesto scamparono al
saccheggio delle truppe di Giovanni Acuto rifugiandosi nel
castello di Calenzano).
Anche durante l'assedio di Firenze Sesto
subì i saccheggi e le crudeltà dei mercenari
tedeschi che si erano fermati nella piana; si ricordano però
alcuni sestesi che combatterono eroicamente a Gavinana, Paolo
e Francesco Corsi, e quel Dante Catellini da Castiglione che
il 1° marzo 1529 sfidò in campo aperto e uccise
Bertino Aldobrandi, fuoriuscito fiorentino, passato al campo
avverso, assumendo la figura di strenuo difensore della Repubblica
dall'aggressione dei traditori e degli stranieri.
Nel Rinascimento, col miglioramento delle
condizioni di vita ed anche con la bonifica, ad opera della
Repubblica, degli stagni e paludi che ormai allagavano la
piana, Sesto conobbe un certo sviluppo: molti possessi e dimore
acquistati da nobili e ricchi mercanti furono trasformati
e abbelliti in case di campagna o addirittura in ville con
parchi e giardini, costituendo l'attuale patrimonio ambientale
e monumentale. Nacquero anche osterie e locande, ed anche
ospedali per pellegrini sulle grandi vie di comunicazione.
Il Settecento e il primo Ottocento
L'economia
di Sesto fu prevalentemente agricola, assumendo un peso notevole
sul rifornimento fiorentino con vini, olio e biade; nel
1737 nacque ad opera del marchese Carlo Ginori la Manifattura
di Doccia, iniziando la produzione delle maioliche e delle
porcellane che tanta importanza avrebbe avuto nella organizzazione
economica della città.
Se fino alla fine del '700 Sesto non ebbe
una vera e propria identità rispetto a Firenze, l'Ottocento
segna lo sviluppo autonomo di Sesto. La popolazione aumenta
per il benessere derivato sia da una maggiore utilizzazione
agricola delle piana sempre più bonificata, sia dal
progredire delle industrie (soprattutto quella delle porcellane)
e dei commerci; da un punto di vista urbanistico la città
assume una propria fisionomia. Nel 1848 Sesto viene tagliata
in due dalla ferrovia Firenze-Prato (nella foto, la Stazione
in una cartolina d'epoca).
Vivace fu anche la vita politica e sociale
dei sestesi: già il 29 aprile 1799 nella piazza della
Chiesa fu piantato "l'albero della libertà".
Il 1° maggio 1808, con l'entrata in vigore del Codice
napoleonico, fu abolito il podestà, che aveva sede
nel Palazzo pretorio, e sostituito col giudice di pace.
Dal Risorgimento al Fascismo
Al plebiscito del 1860, su 2708 votanti,
2622 si espressero a favore dell'unione, 60 contro, 26 furono
i voti non validi. Con l'unità d'Italia Sesto fu autorizzato,
il 27 luglio 1869, ad aggiungere la qualifica di "Fiorentino"
per distinguerlo dagli altri comuni omonimi del Regno. Il
25 giugno 1871 venne inaugurato dal sindaco Daddi l'attuale
Palazzo del Comune.
Ma è soprattutto nel campo della
cultura, dell'istruzione e delle attività sociali che
si ha la nascita e lo sviluppo di associazioni e strutture:
verso la metà del secolo fu costruito il Teatro Niccolini,
nel 1872 fu fondata dal marchese Lorenzo Ginori la Scuola
di Disegno presso la manifattura Ginori a Doccia, per preparare
teoricamente e praticamente le future maestranze della fabbrica,
il 7 marzo 1869 venne inaugurata la sede della Società
per la Biblioteca Circolante, fu progettata e costruita la
scuola elementare presso il Comune, nacquero Società
di Mutuo Soccorso, Unioni Operaie, Cooperative, si riorganizzarono
e rafforzarono istituzioni come la Misericordia (già
presente a Sesto) e vari istituti di beneficenza.
Drammatici gli avvenimenti di fine secolo:
la grave crisi economica, lo sciopero delle trecciaiole e
l'uccisione di quattro sestesi il 5
maggio 1898, quando la truppa regia sparò sulla
folla.
Ma Sesto fu attraversato anche da ricchi
fermenti: nel 1897 fu eletto deputato nella circoscrizione
Giuseppe Pescetti, secondo socialista alla Camera dopo Andrea
Costa, nel 1899 il Comune fu conquistato dai Socialisti, con
il sindaco Pilade Biondi, primo sindaco socialista in Toscana,
che governò il comune fino all'avvento del Fascismo.
[Ricerche del Presidente della Pro
Loco Massimo Rollino e di Grazia Ugolini]
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